Friday, September 04, 2015

COMMERCIO DI MORTI O INVASIONE CONTROLLATA?





Oramai l'italiano è in preda al caos più assoluto. Siamo davanti a mercenari disposti a cose a noi inimmaginabili, oppure ad una invasione controllata da parte di lobby ancora più spietate dei mercenari soprannominati?
Ognuno si sta facendo la sua idea. Si passa dall'omofobia più eccessiva, alla manifestazione palese di nazifascismo, al permissivismo più assoluto, quasi rasentando il bigottismo.
Personalmente per farsi un' idea, bisognerebbe esaminare i fatti, e i fatti sono questi:
- la gente muore;
- la classe politica TUTTA (non importa che sia di destra o di sinistra o decentrata/incentrata in una direzione o nell'altra) sta giocando con queste persone come se fossero carriarmatini del risiko;
- la popolazione mediterranea (italiani, greci e paesi della ex Jugoslavia) è abbandonata a sé stessa, mentre dal nord Europa giocano a scaricabarile;
- la stessa nord Europa PRETENDE di dire come gestire la situazione ai paesi mediterranei coinvolti. E' un po' come dire che una sarta insegna l'alta cucina ad uno chef stellato.

Nel frattempo la gente muore.
Altri fatti, non di poco conto se esaminiamo la cosa, non possono non saltare agli occhi:
- la gente scappa dalla guerra, persone con famiglia. Ma se voi foste in guerra e dovreste salvarvi da una morte quasi certa, non cerchereste di mettere in salvo prima le vostri mogli ed i vostri bambini? Mentre la maggior parte dei profughi sono uomini. Donne e bambini vengono lasciati sotto le bombe?
- le persone scappano da Libia e Siria, gli stessi posti dove la Nato e l'ONU si sono tanto impegnate per portare "la democrazia".

Argomenti succulenti per tutti i complottisti ed i cospiratori del mondo. Ma senza essere complottisti o scomodare massonerie varie, quello che i media ci propinano tutti i giorni è un messaggio più o meno seguente: "avete visto quanti morti in mare? avete visto quel povero bambino simbolo di una tragedia? Bene, ora che l'avete visto dovete essere aperti gentili ed ospitali con chiunque entri nel nostro paese. Altrimenti di quei bambini ce ne saranno a decine".
Questo non è naturalmente il mio pensiero, ma è quello che lasciano intravedere i media; salvo poi cambiare notizie e passare in rassegna tutti gli omicidi e violenze e furti di caramelle da parte di immigrati.
A proposito, tra questi immigrati ci sono anche ivoriani, liberiani ecc...che stanno scappando da guerre che durano da DECENNI perchè NOI democratici europei gli abbiamo piazzato le tanto decantate ruspe in casa per prenderci il loro gas ed i loro minerali. Ma si sa, noi europei "difendiamo la democrazia", sacrificando se necessario dieci/ventimila africani sull'altare dell' unione. Loro sono degli sporchi assassini.
Chiudo chiedendo ad ognuno di farsi personalmente la propria idea senza cadere nel qualunquismo dettato o nella generalizzazione, io la mia idea me la devo ancora fare. Spero solo che qualche mentecatto si accorga del sarcasmo usato in questo blog.



Thursday, July 30, 2015

NON ANDATE A KOS (a meno che...)

Non andate a Kos.
Kos è una piccola isola del Dodecanneso, in territorio greco, a due passi dalla costa turca di Bodrum (l'antica Alicarnasso).
Non visitate quest'isola se siete di quelli che credono ai telegiornali.
Se volete vedere lo stesso vecchietto (inquadrato da diverse angolazioni) che fa la fila al bancomat, non visitate quest'isola. Se volete vedere le farmacie vuote, non visitate quest'isola. Se volete vedere le resse ai supermercati con gli scaffali vuoti, non visitate quest'isola. Se volete vedere la disperazione della crisi e le lotte di strada - come vogliono dipingercela - non visitate quest'isola.
Se però, volete vedere la forza di un popolo unito, che conosce il rispetto verso il turismo, che manifesta gentilezza, che malgrado tutto sorride sempre, che ha un' efficienza che in Italia non vediamo più da decenni, che è circondato da quel magnifico mare che è l'Egeo, allora andate a Kos. Dove i market son forniti, dove per un filone di pane di 40 centimetri ti si chiede addirittura 80 centesimi, dove le farmacie sono piene di medicinali, e dove ai bancomat trovi perlopiù turisti che prelevano senza fare file chilometriche. dove il mare è sempre calmo e cristallino, dove l'ospitalità nei ristoranti viene prima di tutto, dove puoi spendere la follia di 20/25 euro in due per una cena, e - miracolosamente - tutti i locali emettono scontrino.
Se volete godervi Kos, allora andate a Kos. Ma se volete fare i tipici italiani in vacanza, allora vi prego, non andate a Kos. Un posto dove tutto sembra viaggiare in sintonia con l'ambiente circostante, non ha bisogno di pecoroni che piuttosto che non credere alle merdate che propinano i media, andrebbero a cercare il pelo nell'uovo pur di trovare della polemica.

Wednesday, May 06, 2015

IERI SCIOPERO! E OGGI?

PREMESSA: non sono assolutamente contrario allo sciopero di ieri. Era giustissimo, andava fatto e benché con la mia terza media non vada da nessuna parte, non voglio per i miei figli futuri, una scuola di questo tipo.

Detto questo, oggi che succede? Diventerà come uno di quelli scioperi metalmeccanici fatti per partito preso a cavallo di un week end per avere più adesioni, che a nulla portano da trent'anni?
Mi dispiace per la situazione, ma sapete cosa fanno i politici mentre voi scioperate? Se ne stanno a guardarvi dall'alto consapevoli che l'indomani, finito il polverone, non cambierà nulla. E' inutile sventolare striscioni con scritto "RENZI NON TI VOTIAMO", perché, prima l'avevate votato?
Questo è quello che conta il popolo in Italia, me compreso, e le classi dirigenziali lo sanno.
Si fa lo sciopero? BENE, ma che sia fatto finché il popolo non viene ascoltato. Deve durare tre giorni? Allora che duri tre giorni. Bisogna bloccare il traffico? Allora si blocchi il traffico.
Perché domani, di una scuola pacifica che ha protestato ieri, non si ricorderà nessuno.
Si deve manifestare e lo si deve fare pacificamente, ma si deve anche fare in modo che i politici facciano quello che i cittadini gli dicono di fare.
Qualcuno si ricorda il movimento dei forconi? Hanno bloccato la Sicilia per una settimana, i giornali ne hanno iniziato a parlare il venerdì e non sono riusciti a cambiare nulla. Noi con un giorno di sciopero, cosa pensiamo di fare?
Facciamolo sto sciopero, manifestiamo il nostro dissenso, ma facciamo in modo - pacificamente ripeto - di essere ascoltati

Monday, May 04, 2015

MANIFESTARE PACIFICAMENTE NON VA BENE?




Bologna, 3 Maggio 2015. Manifestanti in Piazza VIII Agosto, pacifici. Stavano lì, cantavano, alzavano le mani, un generatore alimentava un impianto che trasmetteva musica, magari qualcuno che si faceva anche una cannetta. Caricati come bestie perché esercitavano il loro diritto di protesta contro Renzolini.
http://www.kevideo.eu/si-puo-spaccare-milano-ma-non-contestare-renzi-manifestanti-pacifici-caricati-video/

La situazione a Bologna era surreale. Perquisivano i vecchietti che volevano entrare a sentire il "comizio", strade chiuse da centinaia di metri e clima da rivoluzione. Ma la rivoluzione non c'era. C'era solo un gruppo di persone che manifestavano il loro dissenso. Per qualcuno è stato giusto caricarli.
E allora perché a Milano è andata diversamente? Perché nel capoluogo Lombardo, degli incappucciati che erano andati SOLO a far danni, non sono stati toccati mentre devastavano tutto. E' forse più facile smanganellare contro degli inermi che contro degli armati? Se è così, chi genera violenza? Dove sono i Tg che gridano allo scandalo? Avete finito le dita da puntare?
Stiamo andando verso il peggiore dei futuri, che altro non è che la stessa storia di un tempo ma con personaggi diversi. Come il remake di un film con attori diversi. Tra poco - e spero di sbagliare - saremo tutti schedati e monitorati per proteggere la "nostra sicurezza", senza più la libertà di farci i sani CAZZI NOSTRI o di esercitare il nostro libero pensiero, in nome di una sicurezza creata dagli stessi che creano il caos.
Ricordiamoci che se qualcuno ha una soluzione ad un problema che non esiste, crea il problema


Saturday, May 02, 2015

PRIMO MAGGIO...UN BEL RICORDO



Non sarà sembrato vero a quelli di tgcom24. Riuscire ad intervistare un manifestante violento a volto scoperto che dichiara fiero di essere nel giusto quando spacca imbratta e brucia.
Sai che boom di click, che ascolti, quale italica indignazione, quante condivisioni su facebook.
E allora passa in secondo piano l'italicum, la riforma del lavoro di Renzie che fa più danni del normale, la riforma della scuola fatta da gente con la quinta elementare. Oggi si punta il dito contro la violenza, che è così facile farlo. Senza nessuno però, che si chieda da dove - o meglio - da chi arrivi questa violenza. Oggi che abbiamo un controllo e una tracciabilità su tutto, non ci chiediamo come questi violenti, si siano riusciti ad organizzare con tanta facilità.

E tutto questo arriva il primo Maggio, che ricordiamo, non è l'inaugurazione dell' Expo, ma SAREBBE la festa dei lavoratori.
Non è una vacanza premio, è un giorno per ricordare le lotte che sono state fatte per dare ai lavoratori dei diritti.
Diritti puntualmente calpestati.
Tu lavoratore che ieri hai fatto festa, non ti è sfiorata l'idea che all'ikea o al centro commerciale ci saresti potuto andare anche un altro giorno?
Perché tu devi festeggiare, fare il ponte, organizzare grigliate e gite al mare, ed altra gente è costretta a lavorare per venderti una mensola che potresti tranquillamente comprare oggi?
Il primo maggio dovrebbe essere la festa di TUTTI i lavoratori. Chiaro è che ci sono fasce di lavoratori che per garantire un servizio devono lavorare (ospedali, forze dell'ordine ecc..), come ci sono lavori legati all'ambito del turismo che lavorando nei giorni di festa, sono obbligati a rimanere aperti sennò non mangiano. Ma tu lavoratore potresti passare il tempo libero con la famiglia in un parco, non in un centro commerciale, dove lavoratori COME TE sono obbligati a lavorare perché a te è venuto in mente che hai finito il silicone o il prosciutto.

Naturalmente questi pensieri non passano nemmeno per la testa della gente.

 Primo Maggio, c'è il concerto alla sera, si va in coop di giorno, e si punta il dito della massa contro episodi sì, deplorevoli, ma senza sapere contro chi e cosa si sta puntando quel dito.

Wednesday, April 29, 2015

TTIP perché NON è un argomento di cui parlare?

Piccola e breve spiegazione su cosa sia il TTIP: il TTIP è il trattato transatlantico sul commercio e sugli investimenti. Praticamente si tratta di un accordo commerciale per abbattere dazi dognanali tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti, oltre che equiparare le omologazioni standard tra il vecchio ed il nuovo continente.

DOV'E' IL PROBLEMA?
Detta così sarebbe anche una buona cosa, che bello si esporta e si importa senza tante pippe. INVECE NO!
Questo accordo non incentiva assolutamente l'economia europea, né SOPRATTUTTO quella italiana, che fa dei prodotti della terra, uno dei marchi d'eccellenza a livello MONDIALE.

QUALCOSA NON TORNA
Ipotizziamo, che questo scambio vada in porto: noi avremmo prodotti che vengono da multinazionali d'oltreoceano il quale interesse è produrre a poco, vendere a tanto e fanculo alla salute della gente. Non dovremmo più lottare per non avere gli OGM in Italia, tanto ce li metteranno sulla tavola che noi vogliamo o no.
Ipotizziamo poi, che queste multinazionali (di cui TUTTI conosciamo i nomi) siano diventate talmente potenti da influenzare le scelte dei politici, che naturalmente si percuotono sulle scelte dei governi, che decidono per i popoli.
Ma sforiamo nella fantascienza (per qualcuno): ipotizziamo che queste multinazionali, con i loro agganci in politiche nazionali ed estere, sappiano di non aver facile mercato in Europa, soprattutto in prodotti DOP italiani come, guarda caso, l'olio extravergine di oliva, eccellenza mediterranea. L'olio italiano costa di più, naturalmente, ma quanti oli statunitensi sono equiparabili?
Un italiano, non sceglierà mai un olio di ulivi fruttati artificialmente dall'altra parte del globo, come esattamente un europeo, sapendo di avere la "culla della cucina" in casa, ha già tutto l'indispensabile.

Allora che soluzione si può adottare?

Guardacaso, la soluzione arriva tra le mani come per miracolo. ALLELUJA!!! Gli ulivi TUTTI si ammalano.
Ulivi secolari (quindi hanno indubbiamente più di cento anni) che improvvisamente, per mano divina, si prendono la Xylella Fastidiosa, un fungo di cui nessuno ha mai sentito nominare, arrivato non si sa come da non si sa dove che non lascia scampo a NESSUN ulivo.
Questo fungo da dove è arrivato? Come è arrivato?
Naturalmente non si vuole puntare il dito contro nessuno, né tantomeno si vogliono fare complottismi paranooici.
Ma non è strano che si parli di questo trattato da due anni senza arrivare ad una soluzione, e misteriosamente, uno dei prodotti ECCELLENTI in Italia, non sia quasi più producibile per via di uno sterminio obbligato da parte di gente che vive con gli ulivi da generazioni?

Qui di seguito i link per informarsi maggiormente:

http://www.atlantic-community.org/-/ttip-criticisms-based-on-myths-or-reality-

http://it.wikipedia.org/wiki/Xylella_fastidiosa


Tuesday, April 28, 2015

BOLOGNA SECONDA MA NON SOLO NEL CALCIO (no ma pagala una piccola tassa...)

E' di questo pomeriggio la notizia, secondo quanto riportato da ANSA, che Bologna vanta il secondo posto non solo nel campionato di calcio cadetto, bensì anche come pressione fiscale in Italia sulle piccole imprese.
Una piccola impresa, che può essere un bar, una sartoria o un qualsiasi artigiano, passa NOVE MESI all'anno a versare contributi ai magnamagna comunali, regionali e statali.
IL 72% DEL FATTURATO ANNUO SE NE VA IN TASSE. Equivale a dire che da Gennaio a Settembre, un titolare di un bar lavora senza vedere un profitto. Neanche i servi della gleba.

E su questo agglomerato di SCHIFEZZE, aggiungiamo anche il dover fronteggiare ladri, insicurezza, scarsissima assistenza di prevenzione al crimine (la Bolognina è diventata il far west) e, naturalmente, un periodo funesto per il commercio.
Le domande che vengono spontanee sono semplici: "per cosa sto pagando 2/3 del mio stipendio?"

Perché sto sborsando migliaia di euro in tasse senza avere un minimo servizio? A Bologna è privatizzato tutto, quindi cosa pago? Le case popolari, non sono più del comune ma di un' azienda privata, il trasporto pubblico è sotto la dittatura tper, la pulizia e la manutenzione delle strade è in mano al comune, infatti se ne vedono i risultati. Lo richiedo: PER COSA UNA PICCOLA IMPRESA STA PAGANDO? E non allargo la domanda ai privati ed onesti cittadini solo perché l'articolo originario è riferito alle imprese.
La giunta comunale, regionale e statale si faccia qualche domanda e si dia la risposta.

Monday, April 27, 2015

DOMENICA BESTIALE? NO!

Piccola introduzione sulla psicologia animale: gli animali attaccano e diventano feroci quando devono difendere il loro territorio, devono nutrirsi o devono nutrire la loro famiglia, oppure se sono minacciati da concorrenti che minano la propria "posizione sociale".
Non esiste una logica, una premeditazione, né tantomeno una violenza gratuita. Attaccano quando, in qualche maniera, si sentono minacciati.
Detto questo, non capisco come gli organi di stampa continuino a paragonare l'uomo all'animale dopo i fatti successi ieri.

Non capisco - o meglio capisco ma non condivido - i comportamenti di alcuni imbecilli (questo è il termine giusto) per una partita di calcio. Evitiamo finti buonismi: a tutti quelli che seguono il calcio sarà capitato almeno una volta nella vita, di pronunciare un bel "juve merda", un "c'avete solo la nebbia" e via dicendo, come a tutti quelli che seguono altri sport è capitato, per un motivo o per l'altro, di ingiuriare la squadra o l'avversario del momento.
Ma non ci sono e non ci devono essere spiegazioni per la violenza.
Analizzando il comportamento senza essere dei Freud, notiamo che una persona può essere più o meno intelligente, cento persone intelligenti diventano, spesso mossi da soggetti che hanno interessi trasversali, un branco di pecoroni. Non che questa gente si instupidisca così, da un momento all'altro. Ma vengono attirati da una forza più carismatica e seguono a ruota.
Questi comportamenti inoltre, sono un forte segno di disagio verso qualche forma di repressione che con il calcio, né con lo sport hanno nulla a che fare.
Allora chiediamoci: perché?
E dopo che ce lo siamo chiesti, facciamo in modo che il problema non si presenti più.
Le persone hanno il diritto di poter andare allo stadio a godersi una giornata di sport, non a vedere poliziotti in tenuta antisommossa perché dieci idioti pensano bene di prendere a bottigliate il pullman della squadra avversaria, ed altri dieci idioti rispondono con delle bombe carta. Ma in che mondo viviamo? Dove siamo arrivati? E di questo passo, dove arriveremo?

Ovviamente, per gli organi di stampa, questa è una manna dal cielo. Almeno tre giorni di argomentazioni per riempire le pagine dei giornali, politici che si accaniscono e puntano il dito (contro chi non sanno nemmeno loro), opinionisti da ogni dove che faranno la fila fuori dalle emittenti televisive per dire la loro.
E nel frattempo, stiamo uccidendo altri valori, come quello dello sport, che i più piccoli vedranno come una cosa che genera odio e discriminazione, non come qualcosa che accomuna.
Domenica bestiale? No! Domenica imbecille

Chiudo con due episodi che mi son tornati alla memoria, di cui TUTTI dovremmo ricordarci:

1)Genoa e Sampdoria; due fazioni della stessa città che, quando le alluvioni distrussero gran parte della Liguria, andavano a braccetto per ricostruire, solidali gli uni con gli altri
2) Modena e Bologna, due squadre che non se le sono mai mandate a dire; quando il Panaro si fece grosso e i territori modenesi divennero calle veneziane, i bolognesi si mossero in massa per andare ad aiutare, e al di là della fede calcistica, i modenesi farebbero lo stesso se le posizioni un domani si invertissero.
Questi due episodi son da prendere da esempio per lo sport che vogliamo.
Edge

Friday, April 24, 2015


IL CAFFE' DEL VENERDI'

Anche questa settimana volge al termine. Bene, era ora. Spring is in the air e chi si è visto, si è visto.
Salvini ha detto le sue, Grillo passa la vita su twitter, Renzi si fa i selfie discutendo delle misure da attuare per contrastare la morte di NOVECENTO PERSONE in mare, e questa è solo la punta dell'iceberg, ma va bene così perché tanto le italiane vanno avanti in coppa e domani è sabato.


Nel contempo leggiamo oggi che Obama chiede scusa per aver accidentalmente inviato un drone a bombardare una base di Al Qaeda, uccidendo un ostaggio italiano. Un attimo, il Tg dice che era un volontario, alcuni parlano di un cooperante (un cooperante di ché?)
Quindi era un volontario ostaggio? Un ostaggio volontario? Non ho capito, qualcuno mi può spiegare? Ma non era stato rapito? Questa cosa è successa a Gennaio, non avete ancora capito in che contesto l'avete ammazzato? Ipotizziamo.
- Caso numero uno: l'ostaggio era in realtà un ostaggio. In questo caso, un drone non ha la capacità di guardare in faccia chi sta bombardando, quindi che in quella zona militare colpita dal raid ci fossero stati spietati assassini, killer sui cammelli, mamme con bambini o micetti affettuosi, poco importa. Tracce di vita? Bombardiamo.
- Caso numero due: l'ostaggio non era un ostaggio, ma un volontario che aiutava popolazioni che non hanno nemmeno acqua da bere. In questo caso, dubito che un volontario si metta a fare il suo sacrosanto volontariato tra due linee di combattenti mentre si stanno sparando. Allora questo drone dove ha colpito?
Resta il fatto che, ancora una volta, le vittime dei potenti sono sempre gli innocenti. Quelli che magari vanno in mezzo a una guerra a cercare di aiutare chi con quelle guerre non centra niente.
E magari, vorrei che fosse chiesto perdono, non solo alle vittime occidentali accidentali, ma anche a quelle migliaia di famiglie sterminate senza che sappiano nemmeno il motivo.

Nel frattempo, in Italia, domani è il 25 Aprile: Festa della Liberazione.
Davvero? Son già passati settant'anni? Mammamia come vola il tempo.
"Da cosa siamo stati liberati nonnina?", chiede il piccolino alla nonna.
"Siamo stati liberati da una politica oppressiva che dettava legge in tutta Europa con la violenza, sferzando i più deboli e i dissidenti di pensiero con minacce ed emarginazioni. Siamo stati liberati dall'obbligo di dover vivere e lavorare per un progetto megalomane di alcuni "eletti" che si credevano migliore degli altri.", risponde fiera la nonnina.
Dall'altra parte della stanza, il padre del bambino ascolta questa storia, e la domanda gli esce spontanea: "sei sicura che siamo stati liberati?"
Un popolo libero è tale quando non ha padroni, non quando ne cambia uno per un altro

Buon week end

Thursday, April 23, 2015

DIVORZIO ALL'ITALIANA

Era George Orwell, che in "1984", descriveva il matrimonio all'epoca del Grande Fratello, come un patto stipulato tra due individui semiestranei, al fine di procreare i futuri bambini atti al mantenimento delle ideologie del Partito. Se la procreazione non andava a buon fine: via, avanti un altro.
Benché le analogie tra la nostra società e quella descritta nel lontano 1949 siano molte, ancora a quel punto non ci siamo arrivati (per ora).






Oggi la notizia rimbalza tra tutti i quotidiani e tutti gli organi di stampa, acclamata come un torero nell'arena: "IL DIVORZIO BREVE E' LEGGE! SOLO SEI MESI PER DIVORZIARE." Mancava solo qualche esaltato che inneggiasse a Sauron signore oscuro, ed eravamo a posto.

Naturalmente la notizia viene dipinta come un altro grande passo contro la battaglia alla burocrazia, come se il maggior problema del paese siano migliaia di coppie doloranti e con la bava alla bocca in attesa che un giudice ascolti le loro preghiere e le liberi da questa agonia

Inutile dire che il messaggio arriva in tutt'altra maniera: quale?
Una cosa non va bene, è danneggiata? via, nella pattumiera. Perché le cose rotte o danneggiate non si aggiustano, si cacciano.
D'ora in avanti, ai matrimoni, non verrà più rilasciato un certificato di nozze a coronamento di un amore, ma un' apposita garanzia che sostituirà il prodotto scaduto o logorato, semplicemente presentando lo scontrino. In alcuni casi occorrerà anche compilare un apposito modulo di reso merce, ma il prodotto potrete renderlo senza problemi.
Il coniuge diventerà a tutti gli effetti un bene di consumo, pari ad una lavatrice, un televisore, il giornale del giorno prima o, più appropriatamente, un rotolo di carta igienica.
"Mio marito non funziona, lo vorrei cambiare". "Certo signora, ne vuole un modello con la barba e i risvoltini ai pantaloni o più manageriale?"
Oppure
"Ho mia moglie che per cinque giorni al mese ha strane perdite, ne voglio una che non abbia questi difetti".

E così assistiamo alla già vista scena, in cui un altro valore fa le valigie e spiega le sue vele verso mari più caldi e soleggiati.

Dio non voglia poi che queste coppie "usa e getta" abbiano dei figli, che senza capirne il motivo, si troveranno accampati tra un appartamento e l'altro, con genitori part time, spesso e mal volentieri autoaccusandosi di essere i colpevoli della disfatta, e crescendo NON con il concetto che - ogni tanto - errare umanum est, ma con l'idea che quando qualcosa non funziona, non si aggiusta, ma si prende e si cestina senza guardarsi indietro.

Chiudo con una riflessione:
"Se strappiamo tutte le radici, anche l'albero più forte e maestoso è destinato a cadere per un soffio di vento".

P.S. tengo a precisare che non sono contrario al divorzio ove ci siano dei REALI problemi oggettivi o legislativi. Vorrei solo far capire dove questa società ci sta portando


Wednesday, April 22, 2015

SCUSATE L'ASSENZA



Rieccoci qua. Scusate l'assenza, sono stato molto impegnato, mi è morta la zanzara domestica eccetera eccetera.

No, sinceramente ho passato un periodo di calma piatta dove non avevo voglia né intenzione di discutere di nulla. Nulla di male, direte. Si stava bene anche senza, penserà qualcuno.

Invece ho deciso di "tornare", poiché ne sto vedendo tante, tutti i giorni, e tutte uguali, nonostante la mia "finestra sul mondo" non sia poi così ampia.




Questo vuole essere un messaggio di bentornato, per quello che mi riguarda, e di bentornati per quello che riguarda voi. D'ora in avanti, si parlerà di tutto quello che non va: dai continui sbarchi, alle strumentalizzazioni di lobby governi giornalisti e chi più ne ha più ne metta.

Se qualcuno ha la coda di paglia, soffre di bigottismo acuto o è permaloso, consiglio di reindirizzare la sua attenzione a qualsiasi blog di pasticceria, gatti buffi bimbi teneri o quello che volete.