Tuesday, April 28, 2015

BOLOGNA SECONDA MA NON SOLO NEL CALCIO (no ma pagala una piccola tassa...)

E' di questo pomeriggio la notizia, secondo quanto riportato da ANSA, che Bologna vanta il secondo posto non solo nel campionato di calcio cadetto, bensì anche come pressione fiscale in Italia sulle piccole imprese.
Una piccola impresa, che può essere un bar, una sartoria o un qualsiasi artigiano, passa NOVE MESI all'anno a versare contributi ai magnamagna comunali, regionali e statali.
IL 72% DEL FATTURATO ANNUO SE NE VA IN TASSE. Equivale a dire che da Gennaio a Settembre, un titolare di un bar lavora senza vedere un profitto. Neanche i servi della gleba.

E su questo agglomerato di SCHIFEZZE, aggiungiamo anche il dover fronteggiare ladri, insicurezza, scarsissima assistenza di prevenzione al crimine (la Bolognina è diventata il far west) e, naturalmente, un periodo funesto per il commercio.
Le domande che vengono spontanee sono semplici: "per cosa sto pagando 2/3 del mio stipendio?"

Perché sto sborsando migliaia di euro in tasse senza avere un minimo servizio? A Bologna è privatizzato tutto, quindi cosa pago? Le case popolari, non sono più del comune ma di un' azienda privata, il trasporto pubblico è sotto la dittatura tper, la pulizia e la manutenzione delle strade è in mano al comune, infatti se ne vedono i risultati. Lo richiedo: PER COSA UNA PICCOLA IMPRESA STA PAGANDO? E non allargo la domanda ai privati ed onesti cittadini solo perché l'articolo originario è riferito alle imprese.
La giunta comunale, regionale e statale si faccia qualche domanda e si dia la risposta.

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