Piccola e breve spiegazione su cosa sia il TTIP: il TTIP è il trattato transatlantico sul commercio e sugli investimenti. Praticamente si tratta di un accordo commerciale per abbattere dazi dognanali tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti, oltre che equiparare le omologazioni standard tra il vecchio ed il nuovo continente.
DOV'E' IL PROBLEMA?
Detta così sarebbe anche una buona cosa, che bello si esporta e si importa senza tante pippe. INVECE NO!
Questo accordo non incentiva assolutamente l'economia europea, né SOPRATTUTTO quella italiana, che fa dei prodotti della terra, uno dei marchi d'eccellenza a livello MONDIALE.
QUALCOSA NON TORNA
Ipotizziamo, che questo scambio vada in porto: noi avremmo prodotti che vengono da multinazionali d'oltreoceano il quale interesse è produrre a poco, vendere a tanto e fanculo alla salute della gente. Non dovremmo più lottare per non avere gli OGM in Italia, tanto ce li metteranno sulla tavola che noi vogliamo o no.
Ipotizziamo poi, che queste multinazionali (di cui TUTTI conosciamo i nomi) siano diventate talmente potenti da influenzare le scelte dei politici, che naturalmente si percuotono sulle scelte dei governi, che decidono per i popoli.
Ma sforiamo nella fantascienza (per qualcuno): ipotizziamo che queste multinazionali, con i loro agganci in politiche nazionali ed estere, sappiano di non aver facile mercato in Europa, soprattutto in prodotti DOP italiani come, guarda caso, l'olio extravergine di oliva, eccellenza mediterranea. L'olio italiano costa di più, naturalmente, ma quanti oli statunitensi sono equiparabili?
Un italiano, non sceglierà mai un olio di ulivi fruttati artificialmente dall'altra parte del globo, come esattamente un europeo, sapendo di avere la "culla della cucina" in casa, ha già tutto l'indispensabile.
Allora che soluzione si può adottare?
Guardacaso, la soluzione arriva tra le mani come per miracolo. ALLELUJA!!! Gli ulivi TUTTI si ammalano.
Ulivi secolari (quindi hanno indubbiamente più di cento anni) che improvvisamente, per mano divina, si prendono la Xylella Fastidiosa, un fungo di cui nessuno ha mai sentito nominare, arrivato non si sa come da non si sa dove che non lascia scampo a NESSUN ulivo.
Questo fungo da dove è arrivato? Come è arrivato?
Naturalmente non si vuole puntare il dito contro nessuno, né tantomeno si vogliono fare complottismi paranooici.
Ma non è strano che si parli di questo trattato da due anni senza arrivare ad una soluzione, e misteriosamente, uno dei prodotti ECCELLENTI in Italia, non sia quasi più producibile per via di uno sterminio obbligato da parte di gente che vive con gli ulivi da generazioni?
Qui di seguito i link per informarsi maggiormente:
http://www.atlantic-community.org/-/ttip-criticisms-based-on-myths-or-reality-
http://it.wikipedia.org/wiki/Xylella_fastidiosa
Wednesday, April 29, 2015
Tuesday, April 28, 2015
BOLOGNA SECONDA MA NON SOLO NEL CALCIO (no ma pagala una piccola tassa...)
E' di questo pomeriggio la notizia, secondo quanto riportato da ANSA, che Bologna vanta il secondo posto non solo nel campionato di calcio cadetto, bensì anche come pressione fiscale in Italia sulle piccole imprese.
Una piccola impresa, che può essere un bar, una sartoria o un qualsiasi artigiano, passa NOVE MESI all'anno a versare contributi ai magnamagna comunali, regionali e statali.
IL 72% DEL FATTURATO ANNUO SE NE VA IN TASSE. Equivale a dire che da Gennaio a Settembre, un titolare di un bar lavora senza vedere un profitto. Neanche i servi della gleba.
E su questo agglomerato di SCHIFEZZE, aggiungiamo anche il dover fronteggiare ladri, insicurezza, scarsissima assistenza di prevenzione al crimine (la Bolognina è diventata il far west) e, naturalmente, un periodo funesto per il commercio.
Le domande che vengono spontanee sono semplici: "per cosa sto pagando 2/3 del mio stipendio?"
Perché sto sborsando migliaia di euro in tasse senza avere un minimo servizio? A Bologna è privatizzato tutto, quindi cosa pago? Le case popolari, non sono più del comune ma di un' azienda privata, il trasporto pubblico è sotto la dittatura tper, la pulizia e la manutenzione delle strade è in mano al comune, infatti se ne vedono i risultati. Lo richiedo: PER COSA UNA PICCOLA IMPRESA STA PAGANDO? E non allargo la domanda ai privati ed onesti cittadini solo perché l'articolo originario è riferito alle imprese.
La giunta comunale, regionale e statale si faccia qualche domanda e si dia la risposta.
Una piccola impresa, che può essere un bar, una sartoria o un qualsiasi artigiano, passa NOVE MESI all'anno a versare contributi ai magnamagna comunali, regionali e statali.
IL 72% DEL FATTURATO ANNUO SE NE VA IN TASSE. Equivale a dire che da Gennaio a Settembre, un titolare di un bar lavora senza vedere un profitto. Neanche i servi della gleba.
E su questo agglomerato di SCHIFEZZE, aggiungiamo anche il dover fronteggiare ladri, insicurezza, scarsissima assistenza di prevenzione al crimine (la Bolognina è diventata il far west) e, naturalmente, un periodo funesto per il commercio.
Le domande che vengono spontanee sono semplici: "per cosa sto pagando 2/3 del mio stipendio?"
Perché sto sborsando migliaia di euro in tasse senza avere un minimo servizio? A Bologna è privatizzato tutto, quindi cosa pago? Le case popolari, non sono più del comune ma di un' azienda privata, il trasporto pubblico è sotto la dittatura tper, la pulizia e la manutenzione delle strade è in mano al comune, infatti se ne vedono i risultati. Lo richiedo: PER COSA UNA PICCOLA IMPRESA STA PAGANDO? E non allargo la domanda ai privati ed onesti cittadini solo perché l'articolo originario è riferito alle imprese.
La giunta comunale, regionale e statale si faccia qualche domanda e si dia la risposta.
Monday, April 27, 2015
DOMENICA BESTIALE? NO!
Piccola introduzione sulla psicologia animale: gli animali attaccano e diventano feroci quando devono difendere il loro territorio, devono nutrirsi o devono nutrire la loro famiglia, oppure se sono minacciati da concorrenti che minano la propria "posizione sociale".
Non esiste una logica, una premeditazione, né tantomeno una violenza gratuita. Attaccano quando, in qualche maniera, si sentono minacciati.
Detto questo, non capisco come gli organi di stampa continuino a paragonare l'uomo all'animale dopo i fatti successi ieri.
Non capisco - o meglio capisco ma non condivido - i comportamenti di alcuni imbecilli (questo è il termine giusto) per una partita di calcio. Evitiamo finti buonismi: a tutti quelli che seguono il calcio sarà capitato almeno una volta nella vita, di pronunciare un bel "juve merda", un "c'avete solo la nebbia" e via dicendo, come a tutti quelli che seguono altri sport è capitato, per un motivo o per l'altro, di ingiuriare la squadra o l'avversario del momento.
Ma non ci sono e non ci devono essere spiegazioni per la violenza.
Analizzando il comportamento senza essere dei Freud, notiamo che una persona può essere più o meno intelligente, cento persone intelligenti diventano, spesso mossi da soggetti che hanno interessi trasversali, un branco di pecoroni. Non che questa gente si instupidisca così, da un momento all'altro. Ma vengono attirati da una forza più carismatica e seguono a ruota.
Questi comportamenti inoltre, sono un forte segno di disagio verso qualche forma di repressione che con il calcio, né con lo sport hanno nulla a che fare.
Allora chiediamoci: perché?
E dopo che ce lo siamo chiesti, facciamo in modo che il problema non si presenti più.
Le persone hanno il diritto di poter andare allo stadio a godersi una giornata di sport, non a vedere poliziotti in tenuta antisommossa perché dieci idioti pensano bene di prendere a bottigliate il pullman della squadra avversaria, ed altri dieci idioti rispondono con delle bombe carta. Ma in che mondo viviamo? Dove siamo arrivati? E di questo passo, dove arriveremo?
Ovviamente, per gli organi di stampa, questa è una manna dal cielo. Almeno tre giorni di argomentazioni per riempire le pagine dei giornali, politici che si accaniscono e puntano il dito (contro chi non sanno nemmeno loro), opinionisti da ogni dove che faranno la fila fuori dalle emittenti televisive per dire la loro.
E nel frattempo, stiamo uccidendo altri valori, come quello dello sport, che i più piccoli vedranno come una cosa che genera odio e discriminazione, non come qualcosa che accomuna.
Domenica bestiale? No! Domenica imbecille
Chiudo con due episodi che mi son tornati alla memoria, di cui TUTTI dovremmo ricordarci:
1)Genoa e Sampdoria; due fazioni della stessa città che, quando le alluvioni distrussero gran parte della Liguria, andavano a braccetto per ricostruire, solidali gli uni con gli altri
2) Modena e Bologna, due squadre che non se le sono mai mandate a dire; quando il Panaro si fece grosso e i territori modenesi divennero calle veneziane, i bolognesi si mossero in massa per andare ad aiutare, e al di là della fede calcistica, i modenesi farebbero lo stesso se le posizioni un domani si invertissero.
Questi due episodi son da prendere da esempio per lo sport che vogliamo.
Edge
Non esiste una logica, una premeditazione, né tantomeno una violenza gratuita. Attaccano quando, in qualche maniera, si sentono minacciati.
Detto questo, non capisco come gli organi di stampa continuino a paragonare l'uomo all'animale dopo i fatti successi ieri.
Non capisco - o meglio capisco ma non condivido - i comportamenti di alcuni imbecilli (questo è il termine giusto) per una partita di calcio. Evitiamo finti buonismi: a tutti quelli che seguono il calcio sarà capitato almeno una volta nella vita, di pronunciare un bel "juve merda", un "c'avete solo la nebbia" e via dicendo, come a tutti quelli che seguono altri sport è capitato, per un motivo o per l'altro, di ingiuriare la squadra o l'avversario del momento.
Ma non ci sono e non ci devono essere spiegazioni per la violenza.
Analizzando il comportamento senza essere dei Freud, notiamo che una persona può essere più o meno intelligente, cento persone intelligenti diventano, spesso mossi da soggetti che hanno interessi trasversali, un branco di pecoroni. Non che questa gente si instupidisca così, da un momento all'altro. Ma vengono attirati da una forza più carismatica e seguono a ruota.
Questi comportamenti inoltre, sono un forte segno di disagio verso qualche forma di repressione che con il calcio, né con lo sport hanno nulla a che fare.
Allora chiediamoci: perché?
E dopo che ce lo siamo chiesti, facciamo in modo che il problema non si presenti più.
Le persone hanno il diritto di poter andare allo stadio a godersi una giornata di sport, non a vedere poliziotti in tenuta antisommossa perché dieci idioti pensano bene di prendere a bottigliate il pullman della squadra avversaria, ed altri dieci idioti rispondono con delle bombe carta. Ma in che mondo viviamo? Dove siamo arrivati? E di questo passo, dove arriveremo?
Ovviamente, per gli organi di stampa, questa è una manna dal cielo. Almeno tre giorni di argomentazioni per riempire le pagine dei giornali, politici che si accaniscono e puntano il dito (contro chi non sanno nemmeno loro), opinionisti da ogni dove che faranno la fila fuori dalle emittenti televisive per dire la loro.
E nel frattempo, stiamo uccidendo altri valori, come quello dello sport, che i più piccoli vedranno come una cosa che genera odio e discriminazione, non come qualcosa che accomuna.
Domenica bestiale? No! Domenica imbecille
Chiudo con due episodi che mi son tornati alla memoria, di cui TUTTI dovremmo ricordarci:
1)Genoa e Sampdoria; due fazioni della stessa città che, quando le alluvioni distrussero gran parte della Liguria, andavano a braccetto per ricostruire, solidali gli uni con gli altri
2) Modena e Bologna, due squadre che non se le sono mai mandate a dire; quando il Panaro si fece grosso e i territori modenesi divennero calle veneziane, i bolognesi si mossero in massa per andare ad aiutare, e al di là della fede calcistica, i modenesi farebbero lo stesso se le posizioni un domani si invertissero.
Questi due episodi son da prendere da esempio per lo sport che vogliamo.
Edge
Friday, April 24, 2015
IL CAFFE' DEL VENERDI'
Anche questa settimana volge al termine. Bene, era ora. Spring is in the air e chi si è visto, si è visto.
Salvini ha detto le sue, Grillo passa la vita su twitter, Renzi si fa i selfie discutendo delle misure da attuare per contrastare la morte di NOVECENTO PERSONE in mare, e questa è solo la punta dell'iceberg, ma va bene così perché tanto le italiane vanno avanti in coppa e domani è sabato.
Nel contempo leggiamo oggi che Obama chiede scusa per aver accidentalmente inviato un drone a bombardare una base di Al Qaeda, uccidendo un ostaggio italiano. Un attimo, il Tg dice che era un volontario, alcuni parlano di un cooperante (un cooperante di ché?)
Quindi era un volontario ostaggio? Un ostaggio volontario? Non ho capito, qualcuno mi può spiegare? Ma non era stato rapito? Questa cosa è successa a Gennaio, non avete ancora capito in che contesto l'avete ammazzato? Ipotizziamo.
- Caso numero uno: l'ostaggio era in realtà un ostaggio. In questo caso, un drone non ha la capacità di guardare in faccia chi sta bombardando, quindi che in quella zona militare colpita dal raid ci fossero stati spietati assassini, killer sui cammelli, mamme con bambini o micetti affettuosi, poco importa. Tracce di vita? Bombardiamo.
- Caso numero due: l'ostaggio non era un ostaggio, ma un volontario che aiutava popolazioni che non hanno nemmeno acqua da bere. In questo caso, dubito che un volontario si metta a fare il suo sacrosanto volontariato tra due linee di combattenti mentre si stanno sparando. Allora questo drone dove ha colpito?
Resta il fatto che, ancora una volta, le vittime dei potenti sono sempre gli innocenti. Quelli che magari vanno in mezzo a una guerra a cercare di aiutare chi con quelle guerre non centra niente.
E magari, vorrei che fosse chiesto perdono, non solo alle vittime occidentali accidentali, ma anche a quelle migliaia di famiglie sterminate senza che sappiano nemmeno il motivo.
Nel frattempo, in Italia, domani è il 25 Aprile: Festa della Liberazione.
Davvero? Son già passati settant'anni? Mammamia come vola il tempo.
"Da cosa siamo stati liberati nonnina?", chiede il piccolino alla nonna.
"Siamo stati liberati da una politica oppressiva che dettava legge in tutta Europa con la violenza, sferzando i più deboli e i dissidenti di pensiero con minacce ed emarginazioni. Siamo stati liberati dall'obbligo di dover vivere e lavorare per un progetto megalomane di alcuni "eletti" che si credevano migliore degli altri.", risponde fiera la nonnina.
Dall'altra parte della stanza, il padre del bambino ascolta questa storia, e la domanda gli esce spontanea: "sei sicura che siamo stati liberati?"
Un popolo libero è tale quando non ha padroni, non quando ne cambia uno per un altro
Buon week end
Thursday, April 23, 2015
DIVORZIO ALL'ITALIANA
Era George Orwell, che in "1984", descriveva il matrimonio all'epoca del Grande Fratello, come un patto stipulato tra due individui semiestranei, al fine di procreare i futuri bambini atti al mantenimento delle ideologie del Partito. Se la procreazione non andava a buon fine: via, avanti un altro.
Benché le analogie tra la nostra società e quella descritta nel lontano 1949 siano molte, ancora a quel punto non ci siamo arrivati (per ora).
Oggi la notizia rimbalza tra tutti i quotidiani e tutti gli organi di stampa, acclamata come un torero nell'arena: "IL DIVORZIO BREVE E' LEGGE! SOLO SEI MESI PER DIVORZIARE." Mancava solo qualche esaltato che inneggiasse a Sauron signore oscuro, ed eravamo a posto.
Naturalmente la notizia viene dipinta come un altro grande passo contro la battaglia alla burocrazia, come se il maggior problema del paese siano migliaia di coppie doloranti e con la bava alla bocca in attesa che un giudice ascolti le loro preghiere e le liberi da questa agonia
Inutile dire che il messaggio arriva in tutt'altra maniera: quale?
Una cosa non va bene, è danneggiata? via, nella pattumiera. Perché le cose rotte o danneggiate non si aggiustano, si cacciano.
D'ora in avanti, ai matrimoni, non verrà più rilasciato un certificato di nozze a coronamento di un amore, ma un' apposita garanzia che sostituirà il prodotto scaduto o logorato, semplicemente presentando lo scontrino. In alcuni casi occorrerà anche compilare un apposito modulo di reso merce, ma il prodotto potrete renderlo senza problemi.
Il coniuge diventerà a tutti gli effetti un bene di consumo, pari ad una lavatrice, un televisore, il giornale del giorno prima o, più appropriatamente, un rotolo di carta igienica.
"Mio marito non funziona, lo vorrei cambiare". "Certo signora, ne vuole un modello con la barba e i risvoltini ai pantaloni o più manageriale?"
Oppure
"Ho mia moglie che per cinque giorni al mese ha strane perdite, ne voglio una che non abbia questi difetti".
E così assistiamo alla già vista scena, in cui un altro valore fa le valigie e spiega le sue vele verso mari più caldi e soleggiati.
Dio non voglia poi che queste coppie "usa e getta" abbiano dei figli, che senza capirne il motivo, si troveranno accampati tra un appartamento e l'altro, con genitori part time, spesso e mal volentieri autoaccusandosi di essere i colpevoli della disfatta, e crescendo NON con il concetto che - ogni tanto - errare umanum est, ma con l'idea che quando qualcosa non funziona, non si aggiusta, ma si prende e si cestina senza guardarsi indietro.
Chiudo con una riflessione:
"Se strappiamo tutte le radici, anche l'albero più forte e maestoso è destinato a cadere per un soffio di vento".
P.S. tengo a precisare che non sono contrario al divorzio ove ci siano dei REALI problemi oggettivi o legislativi. Vorrei solo far capire dove questa società ci sta portando
Benché le analogie tra la nostra società e quella descritta nel lontano 1949 siano molte, ancora a quel punto non ci siamo arrivati (per ora).
Oggi la notizia rimbalza tra tutti i quotidiani e tutti gli organi di stampa, acclamata come un torero nell'arena: "IL DIVORZIO BREVE E' LEGGE! SOLO SEI MESI PER DIVORZIARE." Mancava solo qualche esaltato che inneggiasse a Sauron signore oscuro, ed eravamo a posto.
Naturalmente la notizia viene dipinta come un altro grande passo contro la battaglia alla burocrazia, come se il maggior problema del paese siano migliaia di coppie doloranti e con la bava alla bocca in attesa che un giudice ascolti le loro preghiere e le liberi da questa agonia
Inutile dire che il messaggio arriva in tutt'altra maniera: quale?
Una cosa non va bene, è danneggiata? via, nella pattumiera. Perché le cose rotte o danneggiate non si aggiustano, si cacciano.
D'ora in avanti, ai matrimoni, non verrà più rilasciato un certificato di nozze a coronamento di un amore, ma un' apposita garanzia che sostituirà il prodotto scaduto o logorato, semplicemente presentando lo scontrino. In alcuni casi occorrerà anche compilare un apposito modulo di reso merce, ma il prodotto potrete renderlo senza problemi.
Il coniuge diventerà a tutti gli effetti un bene di consumo, pari ad una lavatrice, un televisore, il giornale del giorno prima o, più appropriatamente, un rotolo di carta igienica.
"Mio marito non funziona, lo vorrei cambiare". "Certo signora, ne vuole un modello con la barba e i risvoltini ai pantaloni o più manageriale?"
Oppure
"Ho mia moglie che per cinque giorni al mese ha strane perdite, ne voglio una che non abbia questi difetti".
E così assistiamo alla già vista scena, in cui un altro valore fa le valigie e spiega le sue vele verso mari più caldi e soleggiati.
Dio non voglia poi che queste coppie "usa e getta" abbiano dei figli, che senza capirne il motivo, si troveranno accampati tra un appartamento e l'altro, con genitori part time, spesso e mal volentieri autoaccusandosi di essere i colpevoli della disfatta, e crescendo NON con il concetto che - ogni tanto - errare umanum est, ma con l'idea che quando qualcosa non funziona, non si aggiusta, ma si prende e si cestina senza guardarsi indietro.
Chiudo con una riflessione:
"Se strappiamo tutte le radici, anche l'albero più forte e maestoso è destinato a cadere per un soffio di vento".
P.S. tengo a precisare che non sono contrario al divorzio ove ci siano dei REALI problemi oggettivi o legislativi. Vorrei solo far capire dove questa società ci sta portando
Wednesday, April 22, 2015
SCUSATE L'ASSENZA
Rieccoci qua. Scusate l'assenza, sono stato molto impegnato, mi è morta la zanzara domestica eccetera eccetera.
No, sinceramente ho passato un periodo di calma piatta dove non avevo voglia né intenzione di discutere di nulla. Nulla di male, direte. Si stava bene anche senza, penserà qualcuno.
Invece ho deciso di "tornare", poiché ne sto vedendo tante, tutti i giorni, e tutte uguali, nonostante la mia "finestra sul mondo" non sia poi così ampia.
Questo vuole essere un messaggio di bentornato, per quello che mi riguarda, e di bentornati per quello che riguarda voi. D'ora in avanti, si parlerà di tutto quello che non va: dai continui sbarchi, alle strumentalizzazioni di lobby governi giornalisti e chi più ne ha più ne metta.
Se qualcuno ha la coda di paglia, soffre di bigottismo acuto o è permaloso, consiglio di reindirizzare la sua attenzione a qualsiasi blog di pasticceria, gatti buffi bimbi teneri o quello che volete.
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