Thursday, April 23, 2015

DIVORZIO ALL'ITALIANA

Era George Orwell, che in "1984", descriveva il matrimonio all'epoca del Grande Fratello, come un patto stipulato tra due individui semiestranei, al fine di procreare i futuri bambini atti al mantenimento delle ideologie del Partito. Se la procreazione non andava a buon fine: via, avanti un altro.
Benché le analogie tra la nostra società e quella descritta nel lontano 1949 siano molte, ancora a quel punto non ci siamo arrivati (per ora).






Oggi la notizia rimbalza tra tutti i quotidiani e tutti gli organi di stampa, acclamata come un torero nell'arena: "IL DIVORZIO BREVE E' LEGGE! SOLO SEI MESI PER DIVORZIARE." Mancava solo qualche esaltato che inneggiasse a Sauron signore oscuro, ed eravamo a posto.

Naturalmente la notizia viene dipinta come un altro grande passo contro la battaglia alla burocrazia, come se il maggior problema del paese siano migliaia di coppie doloranti e con la bava alla bocca in attesa che un giudice ascolti le loro preghiere e le liberi da questa agonia

Inutile dire che il messaggio arriva in tutt'altra maniera: quale?
Una cosa non va bene, è danneggiata? via, nella pattumiera. Perché le cose rotte o danneggiate non si aggiustano, si cacciano.
D'ora in avanti, ai matrimoni, non verrà più rilasciato un certificato di nozze a coronamento di un amore, ma un' apposita garanzia che sostituirà il prodotto scaduto o logorato, semplicemente presentando lo scontrino. In alcuni casi occorrerà anche compilare un apposito modulo di reso merce, ma il prodotto potrete renderlo senza problemi.
Il coniuge diventerà a tutti gli effetti un bene di consumo, pari ad una lavatrice, un televisore, il giornale del giorno prima o, più appropriatamente, un rotolo di carta igienica.
"Mio marito non funziona, lo vorrei cambiare". "Certo signora, ne vuole un modello con la barba e i risvoltini ai pantaloni o più manageriale?"
Oppure
"Ho mia moglie che per cinque giorni al mese ha strane perdite, ne voglio una che non abbia questi difetti".

E così assistiamo alla già vista scena, in cui un altro valore fa le valigie e spiega le sue vele verso mari più caldi e soleggiati.

Dio non voglia poi che queste coppie "usa e getta" abbiano dei figli, che senza capirne il motivo, si troveranno accampati tra un appartamento e l'altro, con genitori part time, spesso e mal volentieri autoaccusandosi di essere i colpevoli della disfatta, e crescendo NON con il concetto che - ogni tanto - errare umanum est, ma con l'idea che quando qualcosa non funziona, non si aggiusta, ma si prende e si cestina senza guardarsi indietro.

Chiudo con una riflessione:
"Se strappiamo tutte le radici, anche l'albero più forte e maestoso è destinato a cadere per un soffio di vento".

P.S. tengo a precisare che non sono contrario al divorzio ove ci siano dei REALI problemi oggettivi o legislativi. Vorrei solo far capire dove questa società ci sta portando


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